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L’OLIO

La tradizione vuole che l’arte di coltivar gli ulivi e di ricavarne il preziosismo olio fosse stata introdotta in Sardegna dal personaggio mitologico Aristeo. Costui, figlio di Apollo e della ninfa Cirene, come ci tramanda il mito, corroborato anche da alcune fonti “storiche”, tra cui il grande oratore romano Cicerone, giunse nell’isola per incivilirla ed insegnare agli uomini l'arte di far rappigliare il latte e di ricavarne il formaggio, le tecniche per la produzione dell'olio, nonché il modo di allevare le api per ottenere miele e cera. Al di là del mito, più prosaicamente furono probabilmente i Minoici, circa 3000 anni fa, ad introdurre le tecniche per innestare con successo gli olivastri e coltivare gli ulivi. Tecniche poi perfezionate, via via nel tempo, a partire dalla dominazione romana dell’isola.

L’olio, dunque, ha rappresentato dalla notte dei tempi un elemento imprescindibile dalle tradizioni culinarie sarde. Dirò di più, quella cultura gastronomica che va sotto il nome di “Cucina Mediterranea”, la quale non fa altro che preferire piatti semplici con preparazioni leggere e poco elaborate, ma proprio per questo in grado di esaltare al meglio i sapori e restituire al massimo gli elementi nutrizionali dei prodotti utilizzati, sarebbe assolutamente impensabile senza un olio di eccellente qualità. Per quanto ci riguarda, siamo veramente fortunati per la presenza nel territorio algherese di diverse attività produttive d’eccellenza, aziende alla quale nel tempo sono stati attribuiti decine di riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale per la grande qualità e tipicità che contraddistingue i loro oli.

Olivo

 

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